Andalusia…parte seconda: da Cadice a Granada

Oggi riparto alla volta di Siviglia, e sulla strada mi fermo per due tappe, la prima a Jerez e la seconda a Arcos.

Jerez de la Frontera è un paese che rimane nascosto finchè non si raggiunge il centro storico e se ne scopre la bellezza e la poesia. Ci sono tantissime piazze davvero pittoresche piene di tavolini e persone che mangiano, bevono, ridono, insomma, è una cittadina vivace e allegra in cui è piacevole passeggiare e fermarsi a pranzo, magari assaggiando il famoso Jerez Pedro Ximenez a chiusura del pasto.

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La seconda tappa è Arcos de la Frontera, altra delizia incastonata su una roccia, piccola, un gioiello nascosto che regala panorami mozzafiato e scorsi davvero incantevoli. Il luogo perfetto per una passeggiata pomeridiana.

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Ora si va diritti a Siviglia, il tempo è splendido, la strada ormai poca e l’emozione sale. Ci metto un pò a orientarmi nelle viuzze strette e tortuose del Barrio de Santa Cruz, ma poi trovo l’hotel, sistemo bagagli e auto e parto alla scoperta di questa calorosa città. L’albergo è perfetto, in centro, una camera molto grande, silenzioso, da consigliare. Siviglia è davvero una città unica, coi suoi colori, i vasi colorati appesi alle finestre, le stradine strette che si aprono su piatte curate e piene di profumi…

IMG_8632 IMG_8634 IMG_8637Per cenare solo l’imbarazzo della scelta, una miriade di posti, aperti fino a notte tarda, tutti estremamente ospitali e con un cibo di tutto rispetto, basta solo farsi guidare dal proprio gusto…e tenere una cartina a portata di mano per ritrovare l’albergo al rientro!!

Il giorno seguente mi perdo tra la cattedrale, i giardini dell’Alcazar, le stradine piccole del centro e la maestosità di plaza de Espana…

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Per riprendermi dalla camminata e dal caldo che inizia a farsi sentire mi concedo una bella sangria fresca in Plaza Dona Elvira, un angolo davvero incantevole per stare un pò in pace….

E poi…come farsi mancare il Flamenco? Tra le mille proposte scelgo la Casa de la Memoria e non me ne pento, davvero un’ora intensa, con ballerini molto preparati e un bel clima. All’uscita passeggio per tornare al Barrio de Santa Cruz dove mi concedo ancora qualche tapas prima di dormire e ripartire per l’ultima tappa del mio viaggio…Granada.

Che dire di questa città dai tratti cosmopoliti e orientali? Si passa da angoli che ricordano Londra o Parigi a vie tipicamente marocchine, e le salite…mamma quante salite, per l’Alhambra e per l’Albayzin.

Mi sono mossa all’ultimo quindi l’Alhambra riesco a vederla di sera, la parte visitabile è davvero piccola, ma l’incanto delle luci la rende magica.

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