Io, ramo, albero

A fine gennaio avevo scoperto i laboratori invernali per bambini di Otto, locale molto in voga nella Milano di oggi.

Ne avevo già raccontato qui   perché il primo appuntamento mi aveva colpita sia per i contenuti che per il modo assolutamente garbat0 di gestire e strutturare un evento per i piccoli.

Poi per vari impegni non ero riuscita a tornare, e finalmente sabato 27 torno per l’incontro “Io, ramo, albero”. Anche questa volta ad accogliere me e la mia piccola Carolina c’è un viso dolce e rassicurante: quello di Tiziana che in pochi attimi conquista entrambe.

Il laboratorio inizia dal racconto del “piccolo tutto” e del suo albero genealogico, e mi accorgo che Tiziana sta spiegando un concetto difficile con grazia e naturalezza: la famiglia allargata prende forma nella favola e diventa semplice e affascinante.

Ovviamente Carolina si sente coinvolta in prima persona e ascolta, attenta e curiosa, il racconto di quella famiglia che potrebbe essere la sua; lei che spesso mi chiede un fratellino o una sorellina, e trova me che cerco di spiegarle bene che nel caso in cui arrivasse mai questo fratellino o sorellina avrebbe me come mamma, ma un altro papà rispetto al suo.

Finita la storia è il turno dei bambini che con carta, fogli, colla e colori devono costruire il proprio albero. E da qui il divertimento cresce istante dopo istante, e si prosegue alla ricerca dei nomi di tutti i componenti della famiglia…

“Come si chiamava il fratello del nonno? E la mamma della nonna? Aleandra, che nome strano, era la tua nonna? E tu come la chiamavi? Danda? Allora scrivo così…”
Non so la situazione familiare degli altri bimbi presenti, ma per Carolina è stato importante sentire, da qualcuno di esterno, che la struttura della famiglia tradizionale sta cambiando, che lei non è “diversa”.

E chissà se un domani il suo albero avrà altri rami, altri nomi, altri colori…

 

 

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